Settimana 7-13 febbraio

Ecco gli avvisi, gli appuntamenti e gli incontri previsti per la nuova settimana.

Vangelo via mail “Sulla Tua Parola”

“Sulla tua Parola” – Luca 5,1-11

V Domenica del tempo ordinario

In quel tempo, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genesaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo e calate le reti per la pesca”. Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: “Signore, allontanati da me che sono un peccatore”. Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”. Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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E’ un giorno di lavoro, uno qualsiasi, uno dei tanti. I pescatori per tutta la notte hanno cercato il loro bottino nel lago Genesaret, ma le reti sono rimaste vuote. Niente da fare. I pesci non sono saltati nella rete. Tanta fatica, tanti sacrifici per nulla. Si ritorna a casa a mani vuote.
Ma in questa delusione, in questa quotidianità della vita dei pescatori di Cafarnao, si presenta Gesù e chiede a Simone di usare la sua barca come un pulpito per parlare alle folle. La fama del Rabbì di Nazaret era già diffusa, tutti avevano sentito parlare dei suoi miracoli, esorcismi e guarigioni. Simone stesso era stato testimone della guarigione di sua suocera (Lc 4,38-39) e accetta volentieri la richiesta di Gesù.
Simone lo ascolta dalla sua barca e così pure i suoi soci. Ma alla fine del suo discorso, Gesù – figlio del falegname – dà un ordine inatteso al futuro ignaro apostolo: “Prendi il largo e calate le reti per la pesca” (v.4).
Ogni volta che leggo e medito su questo brano mi viene spontaneo pensare alla faccia di Simone davanti all’ordine di Gesù: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma…” (v. 5)
Vi devo confessare che mi piace tantissimo questo “ma” di Simone.
E’ vero, il comando di Gesù appare assurdo e insensato, ma…
L’ordine dato dal Rabbì è contrario a tutte le regole della pesca, ma…
Gesù è figlio di un falegname, non se ne intende di pesci, ma…
Simone e i suoi compagni hanno lavorato tutta la notte senza prendere nulla, ma…
“…ma sulla tua parola getterò le reti”. (v.5)
Simone lo sa che la Parola di Gesù è potente ed efficace, sa che quella Parola fa la differenza, lo ha sentito e lo ha visto. Simone si fida, issa l’ancora e prende il largo. Le reti si riempiono a dismisura, devono chiamare in soccorso l’altra barca. Mai vista una cosa simile.
Simon Pietro si sente indegno di stare sulla stessa barca con Gesù, si riconosce peccatore, tutti i suoi limiti gli rimbalzano davanti agli occhi, ma il Signore lo rassicura, “non temere”, dice. Il Suo amore è più grande della povertà che Simon Pietro si scopre addosso. Le reti sono state gonfiate dal peso della Sua Parola, dalla fecondità della fiducia consegnata all’insensata richiesta del Rabbì di Nazareth.
Hanno lasciato tutto. Hanno seguito Lui. Quella Parola che ha riempito le reti vuote, riempirà pure la loro vita.
Coraggio, cari amici, se pure voi come Simone guardate con amarezza le reti vuote dei vostri insuccessi, affidatevi alla Sua Parola; se fate esperienza del vostro peccato e della vostra miseria, non temete, il Suo amore è più grande, più forte e più ostinato; se vi sembra che il Vangelo sia una follia, che la proposta di vita di Gesù sia insensata, che camminare dietro a Lui sia una pazzia, fate un bel respiro e lasciate spazio nel cuore alle parole di Simon Pietro: “Sulla tua parola getterò le reti”.

Tra i Ritagli dello Spirito  potrai trovare nuovi testi per la tua preghiera e riflessione personale. Buona lettura!

Buona settimana
don Roberto

Primo ritrovo per il nuovo Coro (domani, ore 14,30)

Sabato pomeriggio alle ore 14.30 in Oratorio si ritrova per la prima volta il nuovo Coro Giovani, con l’intento di dare continuità e qualità all’animazione della S. Messa domenicale delle 10,30. Tutti i ragazzi delle Medie e delle Superiori, e più in generale tutti queli che hanno voglia di cantare o suonare o dare una mano, sono invitati!

Adorazione Eucaristica mensile

Questa sera, alle ore 20.45, nella Chiesa di San’Agostino, celebreremo l’adorazione eucaristica mensile. Don Nicholas Negrini guiderà la nostra preghiera.

Oratorio e CAI Tirano, seconda uscita

Come sapete, durante l’inverno 2009-2010, abbiamo attivato un progetto di collaborazione tra l’Oratorio e il CAI di Tirano per riscoprire insieme la bellezza della montagna e avventurarci in nuove esperienze accompagnati da professionisti. Abbiamo già condiviso la fantastica ciaspolata al Padrio, mentre la prossima uscita sarà sabato 13 febbraio con ritrovo in Oratorio alle ore 20 per una pattinata su ghiaccio al palazzetto di Bormio. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a don Roberto.

Anticipo che le prossime uscite saranno: una serata di arrampicata sportiva e un pomeriggio di orieentering.

Da non perdere!

Settimana 31 Gennaio – 6 Febbraio

Nella pagina “Qui Parrocchia” trovate il foglietto della Domenica, con tutti gli appuntamenti e gli avvisi per la nuova settimana.

A Dio Padre Camillo

È tornato alla casa del Padre PADRE CAMILLO DE PIAZ, religioso servita, già, per molti anni, al Santuario di Madonna di Tirano.  Il rito funebre, martedì alla ore 14.30, presso la Basilica di Madonna di Tirano.

Vangelo via mail “Oggi”

“Oggi” – Luca 4,21-30

Quarta domenica del tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù prese a dire nella sinagoga: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”.  Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: “Non è il figlio di Giuseppe?”. Ma egli rispose: “Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fallo anche qui, nella tua patria!”. Poi aggiunse: “Nessun profeta è bene accetto in patria. Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Zarepta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro”. All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

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La liturgia ci invita a ritornare nella sinagoga di Nazareth, a lasciarci stupire dalle parole di Gesù e farci interrogare dalla reazione dei suoi concittadini. Siamo all’inizio del ministero pubblico del Rabbì di Nazareth e Luca ci mostra quale sarà la traiettoria della sua vicenda. Rifiuto, incomprensione, desiderio di toglierselo di mezzo accompagneranno la sua vita fino agli ultimi suoi giorni. Anzi, fino agli ultimi giorni della storia dell’umanità.
Le settimane appena trascorse sono state molto impegnative. Fatti, incontri, delusioni, ferite, sofferenze in me e nelle persone che provo ad accompagnare all’incontro con il Risorto, mi hanno toccato profondamente. Ho ripensato più volte all’ “oggi” di Gesù, a quel nuovo tempo di grazia palpitante nella nostra storia.
Non esiste più un tempo dell’uomo e un tempo di Dio, un tempo per l’uomo e uno per Dio. Esiste un tempo solo, una storia sola: quella di Gesù Cristo.
Questo è l’ “oggi” definitivo che raccoglie tutte le nostre quotidianità, è la possibilità di trasfigurare le nostre paure e le nostre ferite alla luce della sua Parola, è l’occasione di avere uno sguardo nuovo sulla nostra vita.
Non dobbiamo nasconderci, non c’è nulla da nascondere a Lui. A volte trovo persone che per anni non si permettono di ricevere il perdono di Dio perché si sentono perdute e imperdonabili; trovo fratelli e sorelle che si identificano con il loro peccato e non concedono nessun spiraglio alla novità che Dio vuole offrire; trovo giovani che non si permettono di scegliere la via della felicità come auto-punizione per errori commessi o perché non si sentono più degni di nulla di bello.
Per voi, cari amici, la Parola ha una buona notizia.
Per voi, fratelli, la Parola è una buona notizia.
Oggi è il giorno di liberazione. Oggi è il giorno in cui – se lo vuoi – si possono aprire i tuoi occhi, si possono sciogliere le tue catene, le tue ferite possono essere risanate e tuoi desideri saziati.
Oggi è il giorno di liberazione. Per te che da anni ti tieni un peso tremendo sullo stomaco e non riesci a metterlo nelle sue mani. Per te che sei schiava di un rapporto che non ha futuro. Per te che non riesci a perdonarti un errore di gioventù e non ti permetti di accogliere il perdono di Dio. Per te che non riesci a perdonare un torto subito e ti porti questo peso come una zavorra che ti ha isolato da tutto e tutti.
Per te, per la tua vita, per i tuoi sogni, per il tuo amore, oggi c’è una buona notizia.
Buona settimana
don Roberto
robertoseregni@libero.it

“Padre Nostro” incontro III e IV sup. ore 18

Non dire Padre, se ogni giorno non ti comporti da figlio.

Non dire nostro, se vivi isolato nel tuo egoismo.

Non dire che sei nei cieli, se pensi solo alle cose terrene.

Non dire sia santificato il tuo nome, se non lo onori.

Non dire venga il tuo regno, se lo confondi con il successo materiale.

Non dire sia fatta le tua volontà, se non l’accetti quando è dolorosa.

Non dire donaci oggi il nostro pane, se non ti preoccupi della gente che ha fame,

che è senza cultura e senza mezzi per vivere.

Non dire perdona i nostri debiti, se conservi un rancore verso tuo fratello.

Non dire non lasciarci cadere nella tentazione, se hai intenzione di continuare a peccare.

Non dire liberaci dal male, se non prendi posizione contro il male.

Non dire Amen, se non prendi sul serio le parole del Padre Nostro.

(grazie di cuore a Daria per la segnalazione di questo testo!)

Incontro Formazione Sociale

Questa sera, alle ore 20.45 presso la sala parrocchiale in Piazza San Martino, sarà presente Mons. Battista Galli per presentare il terzo capitolo dell’enciclica sociale di Benedetto XVI “Caritas in Veritate”.  Il testo integrale lo potete trovare nei “Ritagli dello Spirito”.