Il programma della Festa di S.Martino

Festa di San Martino 2009 - Programma

Ecco il programma per la Festa di San Martino, patrono della nostra Parrocchia, di domani 11 Novembre. Per ingrandire, clicca sull’immagine.

Salmi in cucina…

leggi_la_parola_di_Dio

Questa sera alle ore 18 si riunirà, nella cucina di don Roberto, il gruppo di V superiore per la lettura dei Salmi. Dopo avere analizzato in generale il libro del salterio e aver affrontato le prime due porte d’accesso nel mondo della preghiera (l’abbandono con il salmo 131 e la custodia con il 121), questa sera passeremo la terza porta: la ricerca con il salmo 64. Come sempre, l’incontro sarà introdotto dalla rubrica musicale di Max con il brano di Battiato: “E ti vengo a cercare…”.

Settimana 8-14 Novembre

8 novembre

Comincia la nuova settimana e come consuetudine trovate il foglietto della Domenica, con tutte le comunicazioni e gli appuntamenti per la comunità, nella pagina “Qui Parrocchia“. Buona settimana!

Vangelo via mail “LA VEDOVA IN CATTEDRA”

“La vedova in cattedra” – Marco 12,38-44
XXXII domenica del tempo ordinario
In quel tempo, Gesù nel tempio diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
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Leggo e rileggo questo brano di Vangelo. Mi stupisce l’attualità disarmante della Parola di Gesù. Lascio la Bibbia aperta sulla scrivania, faccio due passi per casa. Ci penso e ci ripenso: sì, quegli scribi sono ancora in mezzo a noi. Anzi, stanno dentro di noi. E la vedova che dona tutto? Sì, c’è pure quella. Ma oggi, come al tempo di Gesù, non fa notizia, non cerca la ribalta. Ci vogliano i Suoi occhi per riconoscerla.
Il brano di Vangelo ci presenta questi due quadri contrapposti che il Rabbì di Nazareth commenta ai suoi discepoli.
Da una parte ci sono gli scribi e i ricchi che fanno visita al tempio. Sono il simbolo dell’esibizionismo del sacro e dell’idolatria dell’apparire. Nel cortile del tempio, nel quale avevano accesso anche le donne, erano allineate tredici ceste per le offerte e i sacerdoti erano incaricati di valutare le offerte e di dichiararne ad alta voce la quantità. Niente di più allettante per chi si nutre di protagonismo, servendosi di tutto e tutti – pure di Dio – per apparire ed ostentare la propria devozione. Ai tempi di Gesù, come oggi, queste sono le storture più pericolose per l’uomo religioso che non serve Dio e i fratelli, ma si serve di loro. Le nostre comunità devono avere il coraggio di smascherare queste ipocrisie, di sottoporre senza paura ad una radiografia seria e serena le proprie scelte e le proprie priorità. Ciascuno di noi, chiamato ad essere discepolo libero e coraggioso del Risorto, deve sterminare il fariseismo che lo abita.
Dall’altra parte c’è la vedova. Mi colpisce quello che Gesù fa notare ai suoi discepoli osservando il gesto della donna: non lascia il superfluo, ma quanto aveva per vivere. Lei è vedova e povera, eppure dona tutto. La sua condizione sociale la espone alla povertà, all’assenza di tutela giuridica, eppure lei non tiene da parte nulla, non si assicura qualcosa per il futuro. Il suo dono è radicale. Si affida totalmente a Dio.
Interessante è notare che una delle condanne più dure che Gesù annuncia nel Vangelo si trova in questo brano. Strano, non vi pare? Non siamo per le strade di qualche periferia malfamata, ma nel santo tempio di Gerusalemme e l’accusa di Gesù è a carico della casta religiosa del tempo: “Essi – cioè gli scribi – riceveranno una condanna più severa” (v.40). Loro volevano mettersi in cattedra, abbindolare la folla con simulazioni di lunghe preghiere e pretendere posti d’onore per riempirsi lo stomaco, ma Gesù è di tutt’altro parere: in cattedra ci deve salire la povera vedova.
E’ lei il modello del discepolo libero e coraggioso che si mette nella mani di Dio.
E’ lei l’immagine della comunità che ha la sua ricchezza nella povertà di chi affida tutto nella mani di Dio, unico vero tesoro.
Buona settimana
don Roberto
robertoseregni@libero.it
P.S. Tra i nuovi “Ritagli dello Spirito” in www.oratoriotirano.wordpress.com potete trovare nuovi brani per la vostra riflessione e preghiera personale.

Riunione del Gruppo Animatori (questa sera, ore 18)

festa di apertura

Questa sera alle ore 18 in Oratorio riunione del Gruppo Animatori per preparare la seconda Domenica organizzata di questo autunno, che coinciderà con la festa parrocchiale di San Martino di Domenica 15 Novembre: tutti i ragazzi dalla Prima Superiore in su sono invitati.

Video&Spirito – Perchè scegliere Gesù

Torniamo ad aggiornare la rubrica “Video&Spirito” con un video di Alberto Maggi, dal titolo “Perchè scegliere Gesù”. Buona visione!

VolonTirano – Bambini del mondo Onlus

Iniziamo oggi una nuova rubrica del nostro sito, dal titolo “VolonTirano“: andremo alla scoperta delle numerose associazioni di volontariato che operano nella nostra città, ma che spesso allargano i propri orizzonti al mondo intero con spirito di missione, e lo faremo dando voce ai protagonisti diretti. Il primo appuntamento è con “Bambini del mondo”, associazione attiva dal 2001 nel campo dell’educazione e dell’integrazione. Buona lettura!

logo bambini del mondo

Cosa fa concretamente la vostra associazione?
Due volte a settimana i bambini stranieri presenti nel tiranese si ritrovano, seguiti da un gruppo di volontari, per imparare i primi rudimenti della lingua italiana. Inoltre vengono aiutati nello svolgimento dei compiti e nel tempo che rimane sono proposte loro attività varie quali: il disegno, attività manuali, audiovisivi di vario genere, attività didattiche al computer. L’attività viene portata avanti con la collaborazione delle scuole elementari e medie: incontri ogni due mesi fra volontari e insegnanti servono a programmare il lavoro da fare sul singolo bambino.

Come è nata?
“Bambini del mondo Onlus” è nata come progetto dell’associazione Sconfinando nel novembre del 2001. Dal 2006 è associazione Onlus. Dal 2009 la associazione si è affidata alla cooperativa San Michele per quanto riguarda la supervisione e il coordinamento pedagogico delle attività.

Chi sono i destinatari del vostro lavoro?
Minori stranieri dai 6 ai 14 anni residenti nel territorio di Tirano.

Quali sono gli aspetti migliori?
La costruzione della relazione con l’altro, con il diverso, con lo straniero e attraverso questa relazione poter costruire ponti verso
l’altra parte: “Il limite diventa pre-testo per instaurare un dialogo con chi sta dall’altra parte” (da “Racconti dal mondo…Viaggi e nuovi incontri“, di A. Mazza).

E quali quelli più difficili?
Trovare i canali giusti per iniziare la costruzione di questo ponte con l’Altro. Essere di mente aperta ed essere curiosi per l’altro e dell’altro.

Come si può aiutarvi concretamente?
Come volontario si può partecipare alle nostre attività il lunedì e il giovedì dalle ore 14.30 alle ore 16.30.

Per saperne di più:
Tel. 349 5775475.  Mail: bimbimondo@tiscali.it Sito web: http://bambinidelmondo.wordpress.com
Sede attività: Piazza Basilica, 15 (presso coop San Michele di Tirano).

Locali Bambini del mondo Locali Bambini del mondo 2

Nelle foto, i locali dell’associazione (clicca per ingrandire).

Grazie a Alessandro Mazza
(1 – Continua)

In cammino con i Salmi…

leggere la Bibbia

Questa sera, alle ore 18 si terra il terzo appuntamento per i giovani V superiore. Al centro del nostro cammino di quest’anno abbiamo messo il libro del Salmi. Come dice la vignetta qui sopra, la Bibbia non è un libro magico. La Parola va ascoltata, amata, masticata… Bisogna accettare il rischio di lasciarsi leggere… e allora sì, la vita può cambiare. Ci stai?  Ti aspettiamo! don Robi e Max

Settimana 1-7 Novembre

1 novembreNella pagina “Qui Parrocchia” potete trovare la versione online del foglietto della Domenica: gli avvisi e le comunicazioni per la settimana a venire.

Vangelo via mail “Santa sovversione”

“Santa sovversione” – Matteo 5,1-12
Domenica 1 novembre – Solennità di tutti i Santi
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
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“Beati” è la prima parola del Rabbì di Nazareth nel suo discorso dal monte. E’ la prima parola del ribaltamento dei poteri e delle gerarchie. Gesù si è schierato, i beati sono loro. In questa sovversione sta la radice della santità che oggi celebriamo.
Ognuno di noi è chiamato a far sua questa logica nuova, a fare piazza pulita delle presunte e illusorie beatitudini che ci circondano.
Beh, diciamocelo onestamente, quando ci vien da pensare “Beato te…” la prima immagine che scorre per la testa non è certo quella di un povero in spirito o un perseguitato per la giustizia. Per noi i “beati” sono quelli che hanno un posto di lavoro sicuro; quelli che riescono a fare la settimana bianca; quelle che hanno un marito che si ricorda sempre le date degli anniversari, dei compleanni ed è pure bravo a stendere i panni; quelli che prendono trenta agli esami e nel frattempo riescono pure a lavorare, fare gli allenamenti di calcio e portare la fidanzata alle terme. Questi per noi sono i beati!
Ma Gesù – per fortuna! – sembra di un altro parere. La sua logica è sovversiva rispetto ai criteri di cui siamo imbevuti. Nelle parole del Rabbi di Nazareth c’è una carica profetica, una promessa che spoglia le felicità promesse dai nuovi idoli del nostro tempo e che svela ciò che sono per davvero: menzogne e illusioni.
I beati del Regno di Dio sono i poveri in spirito, gli afflitti, gli affamati di giustizia, i perseguitati… Questo è il Vangelo! Questa è la buona notizia! Se Gesù avesse detto che beati sono i ricchi, i sani, i belli, i forti,… che novità ci sarebbe stata? Se Gesù avesse detto che i beati sono quelli realizzati, felici e pasciuti,… che carica profetica ci sarebbe stata nel suo annuncio?
Nuovamente la Parola ci chiama ad una scelta da rinnovare ogni giorno, ci mette nel cuore il coraggio per credere alla promessa di Gesù e percorrere i sentieri della santità.
La logica corrente ti impone di procedere a spallate per conquistare ciò che desideri? Costruisci pace.
Sei provocato dall’aggressività che ti circonda? Rimani mite.
Ti senti l’unico fesso del pianeta che fa tutte le cose in regola senza evadere da nessuna parte? Cerca la giustizia.
Ti senti guardato come un marziano perché tutte le settimane vai alla catechesi? Regala un sorriso.
Ti senti pronto a seguire le tracce del risorto, ti rendi davvero conto che con Lui o senza di Lui non è la stessa cosa, senti il desiderio di portare tutto nelle mani del Padre e lasciare che lo Spirito guidi di i tuoi passi? Se è così, allora auguri, caro amico, oggi è la tua festa!
Buona settimana
don Roberto
robertoseregni@libero.it
P.S. Tra i “Ritagli dello Spirito” in www.oratoriotirano.wordpress.com puoi trovare un testo di Enzo Bianchi per approfondire la riflessione sulla santita, un breve e intenso brano di Carlo Maria Martini sulla vocazione all’amore e una preghiera di D. Bonhoeffer.